Dal Molo Audace anche la Cgil lancia un messaggio di pace per Gaza

C’era anche la Cgil a fianco del Global Movement to Gaza stamattina sul Molo Audace a Trieste. Oltre cinquecento persone hanno partecipato alla manifestazione di sostegno alla Global Sumud Flotilla, l’iniziativa internazionale che ha l’obiettivo di portare aiuti umanitari a Gaza sotto assedio da parte dell’IDF. A parlare per la Cgil Trieste sul Molo Audace Andrea Dean, segretario generale della Fisac Cgil. Ecco il suo intervento:

“Oggi siamo qui non solo per parlare, ma per testimoniare. Per dire, con la forza delle nostre voci e dei nostri cuori, che non ci arrendiamo all’indifferenza. Che non possiamo accettare che, a poche ore di volo da qui, milioni di persone vivano sotto assedio, private di tutto: acqua, cure, libertà, speranza. Il blocco navale imposto da Israele alla Striscia di Gaza è una ferita aperta nel corpo del mondo. E chi oggi tenta di forzarlo, non lo fa con le armi, ma con la dignità, con la nonviolenza, con la volontà di rompere il silenzio, di stracciare il velo di omertà che anche il nostro Governo, come quello di altri paesi, ha deciso di stendere sulla tragedia che si sta consumando a Gaza. Ma quando ci si trova di fronte a tragedie di queste dimensioni anche il silenzio e l’immobilismo sono azioni, azioni che avallano lo stato delle cose. È per questo che noi invece siamo qui: per dire che quelle barche non sono sole. Che ogni gesto di pace, ogni atto di disobbedienza civile, ogni tentativo di portare aiuti e verità, ci riguarda. Ci chiama. Ci coinvolge.

La Cgil ha sempre creduto che i diritti o sono universali o non sono diritti. E allora non possiamo accettare che a Gaza un popolo intero venga privato del diritto alla vita, alla salute, alla libertà di movimento. Non possiamo restare in silenzio mentre il pane, l’acqua, le medicine diventano armi di ricatto. Noi non siamo neutrali. Non siamo mai stati neutrali quando c’era da difendere i lavoratori, non lo saremo oggi davanti alla sofferenza di un popolo. Essere per la pace non significa stare fermi: significa scegliere, prendere posizione, alzare la voce.

Da Trieste, città di confine e di incontro, la Cgil vuole lanciare un messaggio chiaro: la pace si costruisce con i ponti, non con i blocchi; con la solidarietà, non con l’assedio; con la dignità, non con la paura. E lo diciamo con forza: nessun blocco potrà fermare la solidarietà, nessuna barriera potrà cancellare la speranza di libertà. Questo è il nostro impegno, come sindacato, come cittadine e cittadini, come donne e uomini di pace.”