La Flai con Fai e Uila: Barilla torni sui propri passi, no alle cessioni
Si è tenuto nel pomeriggio di ieri l’incontro tra il Coordinamento Nazionale Fai, Flai e Uila e la direzione del gruppo Barilla, richiesto dalle organizzazioni sindacali, a seguito della decisione unilaterale assunta dall’azienda di cedere lo storico stabilimento produttivo di Marcianise, in provincia di Caserta, e i mulini di Castelplanio (Marche) e Altamura (Puglia). Le segreterie nazionali di Fai, Flai e Uila, insieme al Coordinamento, hanno espresso netta contrarietà rispetto a quanto comunicato dall’azienda, sia nel metodo sia nel merito. Non siamo di fronte a operazioni circoscritte a singoli siti, ma a una riorganizzazione industriale di rilevanza nazionale, che modifica il perimetro produttivo diretto del gruppo e che avrebbe richiesto un confronto preventivo con le rappresentanze sindacali.
«Non accettiamo – dichiara Nicola Dal Magro, segretario generale della Flai Cgil di Trieste – decisioni unilaterali da parte dell’azienda, che così facendo aggira e sminuisce le storiche relazioni sindacali all’interno del gruppo, relazioni che sempre ci hanno visto parte attiva. Come Flai Cgil stiamo portando avanti in questi giorni delle assemblee molto partecipate con le lavoratrici e i lavoratori di tutti gli stabilimenti d’Italia, compreso quello di Muggia, dove è stata ben compresa la gravità di questa decisione. Non vogliamo che questo metodo diventi la nuova strada delle relazioni che l’azienda ha in mente di utilizzare, disconoscendo il ruolo del sindacato. Abbiamo chiesto pertanto il ritiro della vendita e un’apertura al confronto con le sigle sindacali.
È particolarmente grave, per la Flai, che il coordinamento sindacale nazionale non sia stato coinvolto per tempo, nonostante sia la stessa Barilla ad affermare che il progetto “Pasta Reinvention” sia stato sviluppato nell’arco di tre anni. Anzi, negli ultimi incontri che si sono tenuti a livello territoriale, anche in Confindustria, e nel corso della trattativa per il rinnovo dell’integrativo di Gruppo, sottoscritto nel mese di luglio, l’azienda non ha dato informazioni che andassero nella direzione annunciata in questi giorni, nonostante le preoccupazioni che serpeggiavano da tempo tra i dipendenti. Da Barilla, che con questo atteggiamento ha compromesso le relazioni sindacali, ci saremmo aspettati ben altro. Un marchio storico, che fonda la sua identità sul rispetto delle persone, che ha una tradizione contrattuale e di relazioni consolidata negli anni nonché la presidenza di Unionfood, non può affrontare una tematica così complessa e delicata con un atteggiamento lontano da quanto sottoscritto negli accordi. Se queste sono le relazioni sindacali in Barilla sono evidentemente da ripensare.
Su queste basi, le segreterie nazionali di Fai, Flai e Uila, assieme al coordinamento sindacale nazionale, chiedono a Barilla di tornare sui propri passi e di aprire un vero tavolo di confronto . Nessuna operazione può essere considerata sindacalmente acquisita prima della conclusione di questo confronto.
A difesa e a sostegno delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti, come primo pacchetto di azioni sindacali, le segreterie nazionali di Fai, Flai e Uila e il coordinamento nazionale hanno proclamato lo stato di agitazione in tutto il gruppo e comunicano che indiranno, nei prossimi giorni, assemblee da svolgere in contemporanea in tutti gli stabilimenti, i mulini, la rete vendita e la sede centrale del gruppo. Se a breve l’azienda non darà segnali concreti nella direzione auspicata, le categorie valuteranno ulteriori azioni sindacali. Prima viene il confronto. Poi si discutono le soluzioni. Non può essere il contrario.
