I delegati della Cgil Trieste: le una-tantum del Governo non bastano

Si è tenuta questa mattina nel teatro di San Giovanni l’assemblea dei delegati e dei quadri della Cgil Trieste, in previsione dello sciopero generale indetto per venerdì 12 dicembre. I numerosi interventi che si sono succeduti hanno evidenziato la percezione di un preciso progetto politico, sociale ed economico messo in atto dall’attuale Governo, che fra i suoi alleati vede in prima linea Confindustria, volto a rendere sempre più pesante il divario fra i ceti sociali.
Le strade che il Governo percorre e che l’assemblea ha espresso la necessità  di contrastare, toccano tutti gli aspetti della cittadinanza e coinvolgono in

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particolare il futuro delle giovani generazioni. Una scuola pubblica resa sempre più debole e povera porterà  ad un innalzamento della richiesta di formazione privata, rendendo l’istruzione, in un futuro non tanto lontano, un privilegio di chi potrà  sostenerne il costo.
Un mercato del lavoro caratterizzato dalla precarietà , senza alcuna forma di tutela e di garanzia fra un contratto di lavoro e l’altro. Un Paese dove il lavoro a tempo indeterminato lascia il posto a una selva di contratti che non permettono alcuna progettualità  per il futuro, dove l’unico intervento previsto è un’una-tantum, e per di più solo per chi perderà  il posto di lavoro nel 2009, che non risolve una situazione di precarietà  strutturale, posticipando il problema di qualche mese.
Emerge inoltre la volontà  di destrutturare il contratto nazionale, togliendo a questo strumento la capacità  di intervenire sulla tutela del reddito di lavoratori, e delegando alla contrattazione di secondo livello o territoriale il compito di garantire un legame fra le retribuzioni, il potere d’acquisto e l’andamento dell’economia, senza considerare che per il 70% dei lavoratori  non è previsto questo tipo di contrattazione.
A fronte di una crisi economica che rende difficile affrontare ormai la seconda settimana del mese, la Cgil chiede delle risposte all’altezza della situazione da discutere in un tavolo di confronto con tutti gli attori coinvolti. Chiede anche misure a sostegno dell’occupazione che permettano di non chiudere aziende, l’estensione e l’aumento degli ammortizzatori sociali per tutti i lavoratori, manovre a sostegno del reddito e a sostegno del credito per le imprese che sostengono l’occupazione, investimenti pubblici in grado di contribuire al rilancio dell’economia, revisione dei tagli al sistema di welfare e allargamento delle tutele per una cittadinanza dignitosa.
La relazione finale del segretario confederale Fulvio Fammoni  ha evidenziato l’impegno che la Confederazione metterà  per la riuscita della mobilitazione, per il raggiungimento di un tavolo che porti alla soluzione dei gravi problemi legati alla crisi e ad un reale miglioramento delle condizioni di vita dei cittadini.