Generali Real Estate, chiarezza sul futuro dei lavoratori e dell’azienda
Desta forte preoccupazione tra i sindacati il progetto di trasferimento delle attività di Property Management di Generali Real Estate in una nuova joint venture. Ancora in fase di valutazione, il progetto avrebbe come potenziale partner Cbre, con il 60% della nuova società, mentre Generali Real Estate manterrebbe una partecipazione di minoranza pari al 40%. A chiedere chiarezza sul progetto sono le segreterie nazionali First-Cisl, Fisac-Cgil, Uilca, le rispettive articolazioni locali e le rappresentanze sindacali unitarie di Generali Real Estate.
L’operazione interesserebbe circa 80 persone, considerando sia i dipendenti diretti operanti nelle sedi di Milano, Roma, Trieste, Mogliano Veneto e Verona, sia i lavoratori del gruppo attualmente distaccati nelle attività coinvolte. «Persone – si legge nel comunicato sindacale – che confluirebbero non direttamente in Cbre, ma in un nuovo soggetto giuridico distinto sia da Generali sia dal partner industriale, con interrogativi ancora aperti sul loro futuro occupazionale, contrattuale e professionale».
Le modalità con cui l’operazione sarebbe impostata e gestita, secondo i sindacati, «appaiono in evidente discontinuità rispetto alle prassi abitualmente adottate nelle altre società del gruppo». Non risulta infatti che siano state definite garanzie sufficienti sulla continuità occupazionale nel medio e lungo periodo, sul mantenimento delle sedi, sul contratto collettivo applicabile, sulla contrattazione integrativa, sul welfare aziendale, sui fondi sanitario e pensionistico, sullo smart working, sui percorsi professionali e sul futuro del personale distaccato».
Ma la questione non riguarda soltanto le tutele individuali. «Le organizzazioni sindacali – si legge ancora nel comunicato – chiedono che venga chiarito il reale valore industriale dell’operazione. Non è stato ancora spiegato in modo convincente quali benefici economici, organizzativi e strategici la joint venture dovrebbe produrre, attraverso quali indicatori tali risultati verrebbero misurati e quali rischi siano stati valutati nel medio e lungo periodo». Da qui, e da altre incognite sulle quali i sindacati pretendono trasparenza e chiarezza, la richiesta di «non assumere decisioni irreversibili prima di avere fornito un quadro industriale completo e di avere aperto un confronto preventivo, trasparente e sostanziale con le rappresentanze dei lavoratori. Ogni eventuale scelta sul futuro di Gra, concludono First-Cisl, Fisac-Cgil, Uilca, «dovrà essere accompagnata da impegni esigibili e di lungo periodo su occupazione, sedi, condizioni economiche e normative, welfare, sviluppo professionale e posizione del personale distaccato».
Il comunicato First-Cisl, Fisac-Cgil, Uilca, testo integrale
