Sanità sul territorio, Regione e Asugi in ritardo
Da un lato «i ritardi della Regione e di Asugi nell’attuazione della riforma per lo sviluppo dell’assistenza territoriale». Quella riforma che prevede, tra i suoi obiettivi principali, la realizzazione delle Case e degli Ospedali di Comunità. Dall’altro «l’assoluta reticenza» della stessa Asugi nel rispondere alle richieste di un riscontro sul percorso attuativo della riforma e «il disimpegno dei sindaci di Trieste e Muggia rispetto al loro ruolo fondamentale di garanti sulla presenza di servizi sociosanitari adeguati ai bisogni della cittadinanza». è quanto denuncia il segretario generale della Cgil Trieste Massimo Marega, assieme alle ai rappresentanti territoriali del Sindacato pensionati e della Funzione pubblica, rispettivamente Daniela Bais e Mafalda Ferletti, in una nota in cui il sindacato lancia un allarme non solo sui tempi di attuazione della riforma, ma anche sul mancato coinvolgimento della comunità, le cui rappresentanze, si legge nella nota, dovrebbero essere protagoniste nella progettazione, gestione e valutazione dei servizi socio sanitari sul territorio.
Presa in carico a 360 gradi delle persone, prossimità dei servizi alla persona, integrazione sociosanitaria tra le aziende sanitarie e i servizi sociali dei comuni, analisi del bisogno e delle risorse e partecipazione della comunità nelle scelte di programmazione dei servizi. Questi, rimarca la Cgil, i principi guida alla base di una riorganizzazione all’interno della quale «le case della comunità devono rappresentare il primo punto di accesso, presa in carico e di raccordo dei servizi sanitari e sociali, e non un’alternativa al pronto soccorso». Così come gli ospedali della comunità dovranno essere «un’alternativa al ricovero, non un aiuto alle dimissioni dai reparti ospedalieri».
Da qui la preoccupazione sui tempi di un percorso attuativo che, dopo l’inaugurazione, a fine 2025, della Casa di Comunità all’Ospedale Maggiore, ne prevede altre sei (a Muggia, Aurisina, Valmaura, San Giovanni e Roiano), «che dovranno essere inaugurate a breve – rimarca la Cgil – senza che Asugi abbia reso note le date di apertura, gli orari, il personale e i servizi previsti, privando di fatto le cittadine e i cittadini del diritto di partecipare alle scelte che li riguardano».
